Torna a vivere Cascina Casottello

Dalla Redazione

Sabato 7 aprile, è stata inaugurata Cascina Casottello, Centro Internazionale di Quartiere. La cascina è in via Fabio Massimo 19 a Milano dove.

Luogo di importanza storica risalente al 1700, la Cascina Casottello sta vivendo oggi un processo di trasformazione urbana che cerca di coinvolgere il quartiere Porto di Mare / Corvetto della città di Milano.

Foto credits: Cascina CasottelloOlga Bachschmidt, Filippo del Corno

“L’ Associazione socio-culturale Sunugal e la cooperativa Fate Artigiane hanno vinto all’inizio del 2016 il bando pubblico per la ristrutturazione e la rivalorizzazione della Cascina  acquisita dal Comune di Milano nel 2013 con lo scopo di avviare un processo di rigenerazione territoriale e architettonica. Il filo conduttore è stimolare un contagio attivo attraverso proposte di carattere creativo, artistico e sociale nel segno di una partecipazione che arricchisca reciprocamente coloro che vivono la città, diversi e uguali nelle loro molteplici sfumature”.

Il progetto vede inoltre il sostegno di Fondazione Cariplo e dell’ 8Xmille della Chiesa Valdese.

La cascina prevede una biblioteca multiculturale, una ludoteca, un sportello CAF, una sala associazioni, laboratori di musica, disegno, teatro.

Migrazioni e integrazione: aspetti statistici. Un intervento del Prof. Blangiardo.

dalla Redazione

Pubblichiamo un contributo di Gian Carlo Blangiardo, Docente di demografia presso l’Università di Milano Bicocca e ricercatore della Fondazione Ismu

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La presentazione è scaricabile a questo link

Il contributo è stato presentato e discusso in occasione del workshop del gruppo di ricerca, svoltosi il 9 gennaio presso l’Università Cattolica.

 

 

 

 

COAST. Community Oriented Arts for Social Transformation

dalla Redazione

Segnaliamo il progetto COAST.  COAST è un progetto finanziato nel 2011 all’interno del Programma Europa Creativa che ha visto coinvolte 4 organizzazioni teatrali in 4 Paesi europei (Inghilterra, Olanda, Polonia, Germania) particolarmente sensibili al tema della migrazione.

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Attraverso un lavoro di scrittura condivisa tra migranti e comunità ospitante durato quasi due anni, il progetto ha portato allo sviluppo di una serie di performance, per la maggior parte convogliate entro il Festival of Community Theatre di Bristol nel 2012.

Oltre a questo è stato realizzato un libro che raccoglie le azioni e i risultati del progetto e un film resoconto del Festival.

COAST International Festival of Community Theatre, March 2012 from acta Community Theatre on Vimeo.

 

“Il circo minimo a scuola” di Antonio Catalano 

dalla Redazione

Segnaliamo il contributo  video dal titolo “Il circo minimo a scuola” di Antonio Catalano (2015).

Si tratta di una festa teatrale con insegnanti, genitori, bambini e studenti universitari presso la Scuola dell’Infanzia di via Montevelino 10 a Milano, coinvolta in un processo di ricerca-azione sull’utilizzo degli strumenti performativi nei processi di inclusione sociale con particolare attenzione all’integrazione delle famiglie straniere. Progetto del CIT – Centro di Cultura e Iniziativa Teatrale “Mario Apollonio” (Università Cattolica) realizzato con il sostegno del Mibact – Fondo unico per lo spettacolo”

Dall’esperienza è stato prodotto anche un articolo di Giulia Innocenti Malini – Francesca Gentile, dal titolo “LIKE ME” Mimesis and Dramaturgic Play in Early Childhood 

Buona Visione!

l’Equipe di ricerca

In questa ricerca sono coinvolti accademici e ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, membri di diversi dipartimenti e centri di ricerca, coordinati dal Professor Ruggero Eugeni.


 

Ruggero Eugeni è professore ordinario di Semiotica dei media presso l’Università Cattolica di Milano e dirige presso la stessa Università l’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo.

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Prof. Ruggero Eugeni

Nato nel 1960, si è formato e ha lavorato con Francesco Casetti e Gianfranco Bettetini nei settori del cinema e dell’audiovisivo con specifiche competenze semiotiche e culturologiche. Il suo approccio ai media è attento da un lato agli aspetti esperienziali, corporei e affettivi dell’esperienza mediale, dall’altro lato ai suoi radicamenti culturali e linguistici. Da questo punto di vista sta sviluppando tre indirizzi di ricerca: (a) un modello teorico e analitico dell’esperienza mediale, considerata sia nei suoi aspetti fenomenologici e neuro cognitivi quanto in quelli socio antropologici; (b) una riflessione sul ruolo dei media nella costituzione di nuove forme di territorialità, in particolare all’interno degli spazi urbani; (c) una ricostruzione storica delle relazioni culturali e linguistiche tra il cinema e le pratiche dell’ipnosi. I suoi ultimi lavori monografici sono Semiotica dei media. Le forme dell’esperienza (Roma, 2010), Invito al cinema di Stanley Kubrick (nuova edizione, 2014) e La condizione postmediale (Brescia, 2015).  Ha recentemente curato i volumi Neurofilmology. Audiovisual Studies and the Challenge of Neurosciences (con Adriano D’Aloia, Milano-Udine 2014) e Storia della comunicazione e dello spettacolo in Italia. Vol. II I media alla sfida della democrazia (1945-1978) (con Fausto Colombo, Milano 2015). Tra i suoi lavori precedenti: Il testo visibile. Teoria, storia e modelli di analisi (in collaborazione con Fausto Colombo: Roma, 1996), Analisi semiotica dell’immagine. Pittura, illustrazione, fotografia, (Milano, nuova ed. 2004), Film, sapere, società. Per un’analisi sociosemiotica del testo cinematografico, (Milano, 1999), La relazione d’incanto. Studi su cinema e ipnosi (Milano, 2002). Ha curato in passato con Fausto Colombo il volume Il prodotto culturale. Teorie, tecniche di analisi, case histories (Roma, 2001) e con Dario Viganò Attraverso lo schermo. Cinema e cultura cattolica in Italia, 3 voll., (Roma, 2006). Vari papers e preprint sono disponibili per la lettura e la discussione presso i siti Media|Experience|Semiotics, Academia.edu e Università Cattolica del Sacro Cuore.


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Il Progetto di ricerca

Presentiamo qui premesse, obiettivi e metodologie della ricerca in cui sono coinvolti ricercatori dell’Università Cattolica, coordinati dal Professor Ruggero Eugeni.

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PREMESSE E OBIETTIVI

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Secondo l’Istat, al 31 dicembre 2015, in Italia, su una popolazione di 60.665.551 persone, gli individui di cittadinanza straniera ammontano a più di 5.000.000, pari all’8,3% del totale. (Scarica qui un approfondimento sul fenomeno migratorio in Italia)

La presenza più significativa si trova nelle regioni del Nord-Est (34,1% di tutti gli stranieri residenti); la presenza al Nord-Ovest e al Centro è rispettivamente del 24,5% e del 25,4%, mentre al Sud si riduce a 11,3% e sulle Isole al 4,6%. Il contingente straniero è composto da 200 differenti nazionalità. Tra il 2012 e il 2015 le acquisizioni di cittadinanza italiana sono costantemente aumentate. Rispetto alla cosiddetta “emergenza profughi”, si calcola che nel 2016 (gennaio-marzo) gli arrivi via mare non autorizzati siano quasi 50000, con prevalenza di provenienze dall’Africa e dalla Siria, e una presenza di stranieri in strutture d’accoglienza pari a 111.081 persone al marzo 2016 (dati Min. Interno).

La logica emergenziale non è sufficiente ad affrontare una questione che va vista nella sua dimensione strutturale come fenomeno di lunga durata e che oggi con evidenza si impone come tema strategico delle agende politiche. La situazione italiana peraltro è del tutto peculiare, perché sul nostro territorio si trovano diverse tipologie di migranti che vanno da quelli stabilmente trasferiti (inclusi i migranti di seconda generazione) a quelli di passaggio (rifugiati, richiedenti asilo…) che si trovano magari anche loro malgrado a permanere per un periodo di tempo più o meno prolungato sul suolo italiano.

In tale scenario, la ricerca qui proposta vuole andare oltre la semplice diagnosi, per individuare e proporre alcune soluzioni, nell’ambito delle discipline della comunicazione, terreno di ricerca del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo, che ne è il principale proponente, e che è caratterizzato da una natura multidisciplinare e interfacoltà, capace di attrarre altre risorse intellettuali. Un approccio di questo tipo supera la tradizionale prospettiva di studi. Il fenomeno della migrazione infatti ha avuto nella storia delle discipline della comunicazione diverse declinazioni legate alle varie ondate migratorie nonché alle svolte culturali avviate dai post-colonial e subaltern studies a partire dagli anni Settanta e Ottanta del Novecento. In particolare, si è focalizzata l’attenzione sulla rappresentazione dei migranti nei media e sul consumo di media da parte dei migranti.

Al contrario, la presente ricerca intende contribuire all’elaborazione di policies e modelli di intervento sul territorio, e alla creazione di una rete di operatori cui fornire linee per buone pratiche di inclusione/integrazione, non intesa come processo di assimilazione, ma piuttosto come costruzione di relazioni che rispettino le differenze, le sappiano valorizzare e allo stesso tempo sappiano costruire regole comuni di convivenza. A partire dalla review dell’ampia letteratura su questi aspetti, dunque, la ricerca intende procedere oltre il momento dell’analisi, con soluzioni che assumano senso anche nella prospettiva dell’identità ideale del nostro Ateneo e del Magistero di Papa Francesco.

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